Giacomo Casanova
giovedì, 24 settembre 2009

La targa di calle Malipiero (rio Marin) ricorda i natali di Giacomo (1725), che avrebbe chiuso la sua vita tuttavia (e senza rimpianti) lontano da Venezia (1798). Dal 1783 risiede infatti nel diroccato castello di Dux in Boemia, prestando il suo servizio come bibliotecario del conte di Waldstein, compito solo superficialmente contrastante con la sua vocazione di seduttore sì, ma anche di dongiovanni della scrittura.
Le domande su Casanova sono oggi tuttavia due:
- se non avesse scritto le sue memorie in francese (come del resto fece anche Goldoni) davvero sarebbe divenuto oggetto d’indagine storiche, letterarie, psicoanalitiche, dunque personaggio paradigmatico e culto per gli erotomani e i libertini del Novecento?
- se Fellini non avesse reso soggetto di un suo film del ’77 le memorie di Casanova, l’immagine di venezia sarebbe ancora tanto indissolubile da quella del suo famoso e scomodo cittadino nomade per l’Europa?
(da scritti di Vittoria)
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