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I costi delle opere pubbliche a livello locale


Ricevo e pubblico questa lettera di Gianni Ferruzzi

I costi delle opere pubbliche a livello locale, anche se finanziati con fondi europei o stanziati dallo Stato o dalla Regione, alla fin fine sono pagati con le tasse di tutti i cittadini. Tale realtà dovrebbe far riflettere tutti noi ma soprattutto i nostri politici. Finanziare questa o quell’opera pubblica non è indifferente specie se gli effetti, nel tempo, possono portare a successive spese senza un concreto tornaconto per la collettività. Ci sono spese più o meno urgenti, altre più o meno necessarie, altre ancora più o meno produttive e più o meno utili. Tutte, comunque vanno a incidere, più o meno, sul nostro futuro. Vi è poi una categoria di spese che interessano solo la speculazione, pesano sulla finanza pubblica, ma rendono solo a chi le propone e alle lobby che ne chiedono la realizzazione. Stiamo assistendo, da qualche anno, a una marcata accentuazione delle iniziative di personaggi che, sperando nella stupidità di noi cittadini, progettano infrastrutture e opere edilizie di notevole impatto. Soprattutto la lobby che intende sfruttare Venezia e il suo nome, per ingigantire il business del turismo, sta vendendo la realizzazione del quadrante di Tessera come toccasana per lo sviluppo del territorio. Per comprendere basterebbe riflettere e domandarsi quale utilità potrebbe avere la realizzazione della sublagunare e della fermata del TAV a Tessera per la cittadinanza mestrina, veneziana e veneta se non quella di essere funzionale allo sfruttamento del territorio di Tessera quale testa di ponte. L’ingordigia di pochi, favorita da molti dei politici veneziani conniventi con il massacro del territorio per fini diversi dall’interesse pubblico, rischia di allontanare per molti anni la prospettiva di uno sviluppo armonico fondato, come molti, forse troppi, hanno detto, sulle enormi potenzialità del territorio mestrino.
L’uso dell’aeroporto da parte dei veneti sarebbe maggiormente appetibile se lo stesso fosse collegato al treno della famosa metropolitana di superfice che, quando non si parlava ancora del Quadrante, era la priorità e che ora è andata nel dimenticatoio. Certo l’affare, perché di affare colossale si tratta, della sublagunare e dell’alta velocità convergenti sull’aeroporto darebbe vita a una formidabile speculazione basata sullo sfruttamento turistico, come se ancora ce ne fosse bisogno, di Venezia. Su questo folle progetto si sono puntati gli occhi persino dei russi intenzionati a creare un sito polivalente mescolando residenza, sport, fitness, gioco d’azzardo e ricettività. Tutto questo a scapito della vivibilità e della necessità di diversificare l’economia del territorio. La presenza di zone industriali, dismesse, ma già attrezzate, dovrebbe far propendere per una riconversione che darebbe nuovo slancio a tutto il territorio e non solo alla fame di soldi di chi specula sul turismo.
Politici poco interessati al bene pubblico, forse attratti dalla montagna di denaro che si andrebbe a investire, indifferenti alle sollecitazioni dei cittadini, privi di mandato specifico, vanno avanti per la loro strada senza ritegno né dubbi. Il bello è che lo stesso fine è perseguito da politici di destra e di sinistra in un coagulo inconsueto che non fa ben sperare. Sta alla cittadinanza sconfessarli apertamente manifestando tutto il proprio dissenso, per non sottostare alle voglie dissennate, con i mezzi che la democrazia mette a disposizione.

Cordiali saluti Gianni Ferruzzi

2 commenti a “I costi delle opere pubbliche a livello locale”

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  1. aeroporto venezia il 13 dic 2011 alle 16:24 ha detto:

    sempre così va a finire..ormai si sà!

  2. paolo il 20 gen 2012 alle 16:15 ha detto:

    ….e in più ti ga da meter el 3 % de …regai…a tutti i paiaxi che circola, fa ti i to conti!

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